Presidente del gruppo S&D in Parlamento europeo
EUROPARLAMENTARE DEL PARTITO DEMOCRATICO

La Fiducia a Juncker non è eterna. L’Europa deve cambiare passo

Plenary session week 18 2015 in Strasbourg - Report of the extraordinary European Council meeting (23 April 2015) - The latest tragedies in the Mediterranean and EU migration and asylum policies European Council and Commission statements

Intervista con Marco Mongiello per l’Unità del 15 gennaio 2016

Rispetto all’inizio della Commissione Juncker, nel 2014, oggi sembra che su molte delle politiche chieste dall’Italia ci sia un passo indietro o quantomeno uno stallo, dalle politiche sulla crescita a quelle sull’immigrazione. A cosa è dovuto?

Non si puó fare di tutta un´erba un fascio. Sull´immigrazione, la Commissione ha oggettivamente preso tutte le misure per governare il fenomeno: dal sistema di ricollocazione, all´accordo con la Turchia, dagli Hotspot alla guardia di frontiera europea. Il problema sono alcuni Stati membri che non hanno implementato queste misure preferendo chiudersi nelle loro piccole fortezze e mettendo in pericolo Schengen. Quindi la responsabilitá é da attribuire agli Stati membri e non alla Commissione. Cosa ben diversa sul versante economico, dove ancora non si vedono frutti tangibili del piano d´investimenti Juncker, fortemente voluto dai socialisti europei. Ho chiesto al Commissario Katainen di venire di fronte al gruppo a dirci come stanno le cose, quanto e come é stato speso. Il piano di investimenti per noi era un punto di inizio e non la fine di un percorso. Anche sulla flessibilità di bilancio, noi non accettiamo che si faccia marcia indietro. Se la flessibilità di bilancio esiste, allora gli Stati membri devono poterla usare appieno nei propri bilanci nazionali. Impedire agli Stati di investire in questo frangente vorrebbe dire uccidere la ripresa, fare esplodere la disoccupazione e consegnare i nostri Paesi alle forze populiste. Non possiamo accettare questo.

Quanto è diffuso il malessere verso la Commissione tra i deputati del Gruppo S&D delle altre delegazioni? Che tipo di pressione può esercitare il Gruppo S&D? Esiste la concreta possibilità di arrivare ad una sfiducia della Commissione Juncker?

Al momento il sostegno del mio gruppo alla Commissione Juncker non é in discussione. Ma la fiducia non sarà eterna se non vedremo un cambio di passo, una svolta soprattutto sul fronte economico e sociale. Volere una accelerazione sulla politica economica significa gettare le basi per avere finalmente una capacità fiscale a livello di Unione. Si può anche pensare ad un fondo europeo finanziato con l’emissione di eurobonds che possa aiutare gli Stati membri a far fronte all’emergenza dei rifugiati. Sull’agenda sociale, vogliamo un cambiamento. Su questo va detto con chiarezza che ad oggi la Commissione non ha presentato nulla nonostante il suo impegno a presentare il labour mobility package. I nostri cittadini ci hanno eletto perchè portassimo a casa un buon labour mobility package contro il dumping sociale. Su questo noi, come sinistra, ci giochiamo la nostra credibilità.

La battaglia italiana sulla flessibilità arriverà a mettere in discussione il Fiscal Compact? Pensa che la Commissione boccerà la Legge di Stabilità italiana a marzo?

Non sta a me giudicare la legge di stabilitá italiana, né tantomeno entrare nel merito del giudizio che dará la Commissione. Sono peró ottimista l´Italia come altri Paesi ha chiesto l´applicazione della flessibilitá secondo i criteri stabiliti della Commissione. Mi permetto peró di ricordare al Presidente dell´Eurogruppo Djisselbloem, il quale fino a prova a contraria appartiene alla nostra famiglia politica, che dovrebbe forse parlare più di crescita e di occupazione. Invece di mettere in discussione il principio e i criteri di flessibilitá, sarebbe meglio concentrare le proprie critiche sui fautori del rigore e dell’austerità che da anni piombano l’Europa.

Sull’immigrazione la redistribuzione procede a rilento. Cosa deve fare la Commissione per sbloccare il dossier? I fatti di Colonia porteranno ad un cambio delle politiche tedesche ed europee sui rifugiati?

Gli atti medievali che abbiamo visto a Colonia e in altre cittá europee non possono passare impuniti. Rifugiati, europei, musulmani o cristiani non importa. Chi non rispetta le donne, chi infrange le leggi deve essere punito. Chi delinque deve essere rispedito a casa o messo in galera. Chi viene in Europa per fuggire dalla guerra e per cercare un nuovo inizio ha invece il diritto di essere accolto e protetto. Continuo peró a ripetere che senza una regia europea il fenomeno dell´immigrazione rischia di far vacillare le fondamenta dell´Ue. Serve una forte azione politica ed una grande moral suasion da parte dei grandi leader europei perché dalle parole si passi ai fatti o meglio che dalle intese del Consiglio si passi all´implementazione dei singoli Stati membri; L´Europa é una famiglia che si basa sui principi e regole. Senza il rispetto dei principi anche le regole perdono senso; Per il bene dell´Europa e di tutti noi dobbiamo salvare i principi facendo funzionare le regole.

L’Italia paga il prezzo del bail-in e sul No della Commissione alla bad bank, ma la Germania non vuole pagare il prezzo della garanzia sui depositi. Come se ne esce?

Il bail-in quanto tale non è un principio sbagliato perchè è giusto che a farsi carico dei salvataggi bancari non siano i risparmiatori ma siano piuttosto le banche stesse. Bail-in vuol dire per me una maggiore responsabilizzazione degli azionisti e questo mi auguro renda più difficili i casi di mala gestione delle banche. A fronte di questi cambiamenti bisogna però adeguare anche la protezione dei risparmiatori che va rafforzata. Questo è quello che assieme al collega Roberto Gualtieri ho chiesto al Commissario Hill. Per quanto riguarda la garanzia europea sui depositi, il nostro gruppo ritiene questo dossier prioritario e posso assicurare che non ci faremo fermare dalle obiezioni di alcuno Stato membro.

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