Berlino è in debito con noi, ricambi la solidarietà – Gianni Pittella

Berlino è in debito con noi, ricambi la solidarietà

Gianni Pittella

intervista di Alessandro Belardetti – “QN”, 19 aprile 2016

«È impensabile che la Germania concepisca la solidarietà solo quando le interessa: noi abbiamo avvallato l’accordo Ue-Turchia, anche se è limitante, ora tocca a Berlino essere solidale e accettare la proposta italiana sull’immigrazione». Gianni Pittella, presidente del gruppo socialista e democratico al Parlamento europeo di Strasburgo, sbatte i pugni sul tavolo Ue con Berlino dopo la bocciatura tedesca dell’ipotesi eurobond.

L’ennesimo schiaffo tedesco a una proposta italiana. Perché veniamo contrastati, nonostante siamo i principali attori sul tema immigrazione?

«Il piano italiano ha ricevuto consensi importanti, dal presidente Ue alla Commissione, fino al Parlamento. Noi ci siamo sforzati di accettare l’intesa Ue-Turchia, per mettere in sicurezza la tratta verso la Germania, ora Merkel sia solidale».

L’Europa a guida tedesca sul tema migranti non convince. È ora di delegare la leadership ad altri Paesi?

«Più plurali si è e più si condivide, meglio è. Il punto di svolta è cambiare approccio: fino adesso ci siamo basati sul discorso ‘noi diamo soldi a quel Paese, ma i rifugiati tienili lì’. L’Italia con Migration Compact cambia tutto: proponiamo una politica per lo sviluppo dell’Africa, l’accoglienza e la soddisfazione del fabbisogno dei migranti lo facciamo là».

Perché è stata respinta dai tedeschi la proposta eurobond?

«Perché quando pronunci la parola eurobond ai tedeschi viene l’idrofobia. Secondo loro la proposta di una tassa sulla benzina avrebbe successo con l’opinione pubblica della destra anti europea. Siamo concreti e realisti. Il progetto italiano è all’avanguardia, ma non possiamo accettare che per la Turchia vengano stanziati 6 miliardi di euro e per l’Africa 1,8 miliardi per cinque anni. Bisogna essere equi, non avere pregiudiziali sul tema eurobond».

Come usciamo da questo muro contro muro Roma-Berlino?

«Grazie agli eurobond, studiati con meccanismi di garanzia».

La proposta di tassare la benzina sarebbe un dramma per gli italiani. Sembra una provocazione.

«Non esiste, sta solo nella testa di Schaeuble (ministro delle Finanze tedesco, ndr)».

L’accordo Ue-Turchia sta danneggiando l’Italia, facendo riesplodere il flusso della rotta mediterranea?

«Non è questo il problema. Quell’intesa andava fatta, era necessario sgonfiare la Grecia da un numero di rifugiati entrati e non usciti. La pancia ellenica rischiava di spaccarsi, per questo siamo stati solidali con la Germania. Ora pretendiamo di essere sostenuti, per risolvere il problema alla fonte».

Se la situazione tra Tripoli e Tobruk resta così tesa, siamo destinati a vedere aumentare ogni anno l’arrivo di migranti?

«Sicuramente la stabilizzazione della Libia è una priorità per i flussi. Serve un governo riconosciuto: anche se la strada è difficile, credo che il premier Sarraj riuscirà nella missione. Quando non lo so, non ho la sfera di cristallo».

A che punto è la direttiva sulle guardie di frontiera europee?

«Dovrebbe essere discussa in Aula prima dell’estate. La cooperazione tra polizia italiana, europea e africana è decisiva. Per stroncare il traffico degli scafisti occorre prevenzione e intelligence».





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