Il Consiglio europeo ha fatto un passo nella giusta direzione, ma non è abbastanza – Gianni Pittella

Il Consiglio europeo ha fatto un passo nella giusta direzione, ma non è abbastanza

Finalmente il Consiglio europeo ha trovato una qualche forma di intesa che permetterà a 40.000 persone fuggite da guerre e persecuzioni di trovare una stabilità e di andare avanti con le loro vite. Restiamo però preoccupati rispetto ai dettagli dell’accordo e all’attenzione posta sul rimpatrio dei rifugiati anziché sulla solidarietà nell’accoglienza. La mancata intesa su un meccanismo di quote obbligatorie per la ripartizione dei migranti significa che potremmo essere di nuovo nella stessa situazione fra sei mesi o nel giro di un anno, con i politici che litigano mentre le persone muoiono e mentre gli Stati membri più esposti vengono lasciati da soli.

Viste le precedenti promesse degli Stati membri, restiamo molto scettici rispetto all’efficacia di un meccanismo di ripartizione volontario. La Commissione ha presentato proposte chiare e ragionevoli per aiutare le persone più bisognose e continueremo a sostenerle. Qualunque sia il meccanismo utilizzato, i Ministri degli Stati UE devono puntare a raggiungere un accordo sull’emergenza globale dell’immigrazione nella riunione del mese prossimo.

Dobbiamo riconoscere la cruda verità: la cause di questa crisi migratoria – l’instabilità ai confini dell’Europa, la povertà, la guerra – non sono destinate a scomparire. Si tratta di un problema permanente che richiede una soluzione europea permanente. Finché non la troveremo, continueremo ad avere soluzioni nazionaliste sbagliate che alimentano i sentimenti anti-immigrati e la disaffezione nei confronti dell’Europa.

Sulla Grecia:

L’accordo è sul tavolo, ora entrambe le parti non devono lasciarselo sfuggire. Siamo preoccupati da questo continuo rinvio della decisione finale. Il “Grexit” non è un’opzione che consideriamo, la Grecia è un pezzo importante dell’Unione Europea e una sua uscita dall’eurozona avrebbe conseguenze pericolose e imprevedibili.

Sulla Gran Bretagna:

Ribadiamo a David Cameron il nostro appello a presentare forti e positive argomentazioni per motivare la permanenza del suo Paese nell’Unione europea. L’Europa è più forte se comprende anche la Gran Bretagna e la Gran Bretagna è più forte se resta all’interno dell’Europa. Aspetteremo la proposta completa di Cameron, ma abbiamo messo in chiaro che non accetteremo modifiche ai principi fondamentali dell’Unione.





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