Il voto dell’Europarlamento renderà obbligatori i ricollocamenti dei profughi – Gianni Pittella

Il voto dell’Europarlamento renderà obbligatori i ricollocamenti dei profughi

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intervista di Ma. Con. – “Il Messaggero”, 7 gennaio 2016

«Una follia rinunciare a Schengen e pensare di risolvere il problema chiudendosi in mini fortezze come se fosse questo l’antidoto per frenare un fenomeno che nel breve periodo è inarrestabile perché dovuto a guerra, miseria e violenza». Gianni Pittella, primo italiano a guidare il mega gruppone socialista al Parlamento europeo, risponde da Cuba e gli viene facile indossare i panni del “lider maximo”.

Perché non funziona il piano migranti della Commissione?

«Il meccanismo di accoglienza su base volontaria non funziona per l’egoismo di molti paesi che rifiutano le quote e sottopongono altri paesi, come la Svezia, ad un sovraccarico insopportabile».

Temono l’invasione…

«Ma un milione di profughi in tutto non è un’invasione per mezzo miliardo di popolazione. In Libano ce ne sono un milione e mezzo su tre di abitanti»

Come se ne esce?

«A breve voteremo in Parlamento l’obbligo dei paesi ad accettare le quote assegnate dalla Commissione»

Basterà a convincere i capi di stato e di governo?

«Sarà un passo importante, ma il problema è prima di tutto politico. Serve la moral suasion del presidente della Commissione e dei leader europei, penso a Renzi, Hollande, Merkel, che dovrebbero convincere i colleghi che senza questo passo non si attua l’intero piano che prevede l’istituzione di guardie di confine, i rimpatri, l’istituzione di un canale unico per i migranti economici»

Che ne pensa del funzionario italiano allontanato per mano tedesca dalla Commissione?

«Conosco Zadra e posso dire che è un eccellente civil servant della Commissione europea e ha svolto in maniera impeccabile il suo lavoro ma non conosco i dettagli della vicenda. Penso sia interesse della Commissione Juncker assicurare una presenza italiana all’interno degli uffici ma non perché c’è un problema di quote nazionali tanto meno perché ci sia un diritto. Juncker però è un eccellente politico e sa che una presenza italiana va assicurata perché l’Italia ha ottime professionalità ed è interesse della Commissione averne».





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