Nel bilancio anche i migranti, ora c’è un asse Italia-Francia – Gianni Pittella

Nel bilancio anche i migranti, ora c’è un asse Italia-Francia

intervista di Marco Mongiello – L’Unità, 22 ottobre 2015

La Francia sostiene l’Italia nella richiesta di un’ulteriore clausola di flessibilità sulla disciplina di bilancio per tenere conto delle spese sostenute per far fronte all’emergenza migratoria. Lo ha riferito all’Unità il presidente dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, Gianni Pittella, che a Parigi ha avuto una lunga discussione con il presidente francese Francois Hollande sulla questione immigrazione, sia sui suoi risvolti economici che su quelli di relazioni con la Turchia e con i Paesi africani che a novembre si incontreranno a Malta con i rappresentanti dell’Ue. Non solo nell’esecutivo europeo «non c’è un clima negativo» sulla Legge di Stabilità presentata dall’Italia, ha detto Pittella, ma non è neanche vero che la Commissione abbia espresso l’intenzione di bocciare la richiesta di beneficiare di un’ulteriore clausola di flessibilità sulla disciplina di bilancio. Ora, secondo l’eurodeputato democratico, l’apertura di Hollande sulla clausola di flessibilità per eventi eccezionali «potrebbe essere uno snodo fondamentale» per convincere la Commissione a valutare positivamente la richiesta italiana.

Lei oggi ha incontrato il presidente francese Hollande, cosa vi siete detti, in particolare sulla questione della clausola di flessibilità per i migranti da computare nella Legge di Stabilità?

Con il presidente Hollande abbiamo avuto una lunga discussione e mi ha confermato che Parigi vede con favore l’attivazione della clausola di flessibilità per quei Paesi, come l’Italia, che si sono fatti maggiormente carico di accogliere i migranti. L’apertura francese potrebbe essere uno snodo fondamentale per spingere la Commissione a valutare con favore la sacrosanta richiesta che viene da molti Paesi, tra cui il nostro. Una battaglia giusta sulla quale ci stiamo muovendo ormai da settimane con un’intensa opera diplomatica.

Sulla clausola di flessibilità per l’emergenza migranti la Commissione sembrerebbe orientata a non concedere nuove deroghe alla disciplina di bilancio. Pensa che questo orientamento potrebbe cambiare?

Non mi risulta che ad oggi la Commissione abbia espresso un qualsiasi giudizio negativo su tale clausola. Noi stiamo lavorando come Socialisti europei perché venga presa nella giusta considerazione l’eccezionalità della crisi migratoria e dei grandissimi sacrifici che Paesi come l’Italia hanno sostenuto per salvare migliaia di migranti anche quando l’Europa sembrava girarsi dall’altra parte. Sono spese di cui l’Europa avrebbe dovuto farsi carico fin da subito.

Al di là della questione dei costi però resta la realtà di un’Unione europea che non è in grado di rispondere alle grandi sfide che ha di fronte, come quella dell’immigrazione. Con Hollande avete anche discusso dei modi per rendere più efficace e più politico il ruolo dell’Ue?

Abbiamo disperatamente bisogno di nuove proposte politiche per l’Europa e su questo l’Italia può giocare un ruolo fondamentale. Hollande ha riconosciuto senza infingimenti la funzione decisiva di Matteo Renzi nell’apertura del cantiere di un’Europa politica e finalmente capace di rispondere alle sfide globali. L’Italia finalmente è tornata protagonista in Europa.

Oggi il commissario Dombrovskis è tornato a ribadire che le scelte fatte dal Governo italiano nella Legge di Stabilità a livello di politica fiscale “non sono in linea con le raccomandazioni generali” dell’Ue. Pensa che la Commissione europea arriverà a respingere o a chiedere di modificare la legge di bilancio italiana?

Intanto va sottolineato che la Commissione non ha bocciato la Legge di Stabilità italiana, come invece è successo a quella spagnola. Dai contatti che sto avendo con la Commissione non ho la sensazione di un clima negativo nei confronti dell’Italia. Anzi Juncker sta interpretando in maniera assai politica il mandato di questa Commissione, cambiandone l’indole burocratica e ciecamente rigorista che invece Barroso le aveva conferito. Juncker è molto più attento alla crescita e all’occupazione. Esattamente i pilastri su cui si fonda la Legge di Stabilità del Governo Renzi.

Quali sono i poteri della Commissione europea sulle scelte economiche degli Stati membri? Bruxelles ha titolo per giudicare nel merito le singole misure?

La Commissione ha il diritto di valutare la Legge di Stabilità nel suo complesso, ma spetta da Trattato agli Stati membri indicare le politiche per raggiungere tali obiettivi.

Ritiene che le modifiche alla tassazione sulla casa, con la reintroduzione della Tasi per ville e castelli, possa cambiare qualcosa nel giudizio dell’Ue sulla Legge di Stabilità?

Finalmente dopo anni c’è un Governo che ha eliminato per davvero le odiose imposte sulla prima casa. Una misura fondamentale, soprattutto in Italia dove gran parte dei cittadini ha una casa di proprietà, per stimolare la crescita e i consumi e per dare maggiore forza alla ripresa che il Governo Renzi è stato capace di innescare. La Commissione europea è assolutamente consapevole della peculiarità italiana e di quanto questa misura sarà importante per la ripresa italiana.





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