Le mie proposte per un Parlamento europeo inclusivo ed efficiente – Gianni Pittella

Le mie proposte per un Parlamento europeo inclusivo ed efficiente

L’Europa ce la farà. Ma a patto che torni ad essere e a fare l’Europa. Il referendum inglese, la crisi migratoria, il terrorismo, il mutato scenario geopolitico hanno radicalmente cambiato il contesto generale. Non dobbiamo avere paura di queste trasformazioni.

Il Parlamento europeo, e tutti noi, potremo rappresentare il motore del cambiamento agli occhi dei cittadini europei se avremo il coraggio di prendere atto che c’è bisogno di un salto di qualità.

La nostra istituzione deve essere il cuore della democrazia europea, il luogo del dibattito aperto, libero e vivace. L’Europa deve recuperare l’adesione sentimentale con i popoli europei valorizzando appieno la vitalità del dibattito democratico, anche la dialettica conflittuale, e ricercando, nel confronto delle differenze, sintesi politiche non standardizzate. E il Parlamento è appunto il luogo nel quale questo nuovo spirito europeo deve manifestarsi e diffondersi, esprimendo una forte azione di indirizzo e di stimolo rivolta a tutte le istituzioni dell’Unione Europea. Per questo, l’idea di un rapporto privilegiato fra grandi gruppi, la cosiddetta “grande coalizione”, è oggi superata. Essa ha avuto un senso in una fase “eccezionale” della vita pubblica, accompagnando la fase successiva alle elezioni del 2014 e contribuendo ad affermare il principio dello spitzen kandidaten ma ha ora esaurito definitivamente la sua funzione.

È tempo di rivenire alla salutare alternativa fra forze politiche diverse. Diverse visioni di Europa devono potersi confrontare per essere poi giudicate dai cittadini nel 2019.

Il dibattito europeo e il confronto per rafforzarsi hanno bisogno di un’autentica dialettica che possa dispiegarsi vivamente e non di soluzioni preconfezionate.

Dobbiamo quindi moltiplicare le energie democratiche di questa istituzione e per questo mai come ora c’è bisogno di un Presidente garante, una Presidenza del Parlamento che dia a tutti i deputati e a tutti i gruppi la possibilità di esprimersi e pesare sulle scelte di questa istituzione, un Presidente “primus inter pares”, che valorizzi il pluralismo.

Un Parlamento al servizio del pluralismo.

Il Parlamento europeo rappresenta tutti i cittadini e le cittadine nella loro diversità. La mia presidenza sarà pertanto finalizzata al potenziamento del pluralismo all’interno di questa istituzione. L’organizzazione della vita interna sarà coerente con questa impostazione: le decisioni che saranno prese dalla Conferenza dei Presidenti dovranno essere unicamente il risultato della sana dialettica fra i gruppi, senza filtri preventivi, garantendo così pari dignità e piena partecipazione.

Un Parlamento efficace

L’assenza di coalizioni politiche preventive non inficerà la capacità del Parlamento europeo di assumere le sue decisioni sui vari dossier legislativi e non legislativi.

Queste saranno prese attraverso il concorso di tutti i gruppi e dei singoli deputati, come già avvenuto nelle legislature passate.

Un Parlamento plurale e capace di valorizzare tutte le energie politiche presenti sarà in grado di affrontare le grandi priorità della nostra agenda politica tra le quali il sostegno agli investimenti nel quadro di una politica economica più espansiva che crei occupazione, la lotta contro la frode e l’evasione fiscale, una politica europea per la gestione dei flussi dei migranti e dei rifugiati e la lotta al cambiamento climatico.

Un Parlamento trasparente

Uno dei requisiti di una democrazia in salute è che i processi decisionali siano leggibili e chiari ai cittadini. In termini di trasparenza i rapporti recentemente adottati dal Parlamento hanno costituito un significativo avanzamento. Bisogna continuare su quella strada.

Dalle prossime settimane bisognerà agire a livello inter-istituzionale per concludere i negoziati sul registro di trasparenza. Il Parlamento dovrà avere un atteggiamento assertivo per quanto riguarda l’accesso alle informazioni relative ai negoziati internazionali. I negoziati sul TTIP hanno dimostrato che la nostra istituzione ha bisogno di un accesso più efficiente e completo a questi documenti. Nel caso delle Commissioni di inchiesta, in particolare la PANA e la EMIS, bisogna garantire che i nostri membri accedano a tutti i documenti pertinenti.

Un Parlamento voce dei cittadini

Si sta sempre più profilando una frattura democratica fra cittadini e vertici delle istituzioni.

Per ricomporre questa frattura serve una doppia spinta: da un lato rafforzare il legame fra Parlamento e Commissione, dall’altro innervare il Parlamento con forme di partecipazione dal basso che lo aprano sempre più ai cittadini.

Il metodo comunitario va riaffermato perché solo una relazione forte fra Parlamento e Commissione può permettere all’Unione di portare risultati concreti.

Nei negoziati sulla Brexit la nostra istituzione deve assumere un ruolo costruttivo affinché si arrivi ad una Brexit giusta che ponga le basi per un rapporto mutualmente benefico tra il Regno Unito e l’Unione.

Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. A partire da quest’anniversario il Parlamento Europeo dovrà farsi promotore di un dibattito sul futuro dell’Europa, per discutere insieme ai cittadini, le organizzazioni della società civile e i parlamentari nazionali di come creare un’Unione Europea più efficace, democratica e forte. Ad ogni modo, il parlamento è pronto ad esplorare qualsiasi strada.

Riaffermare il ruolo di una democrazia parlamentare non è però sufficiente.

Il Parlamento deve rafforzare la partecipazione dei cittadini nel processo decisionale.

In questo senso, il Parlamento sarà il primo difensore e sostenitore dell’iniziativa dei cittadini europei impegnandosi a sostenerne politicamente ma anche materialmente la diffusione e utilizzo fra i nostri cittadini.

Il Parlamento sarà inoltre il catalizzatore dei corpi intermedi, delle ONG, delle associazioni, dei cittadini individuali che vorranno partecipare al dibattito e alle decisioni sul futuro dell’Europa: da qui al 2019, il Parlamento deve ospitare due grandi fora internazionali, uno sulla regolamentazione della finanza, l’altro sulla cultura.

Un Presidente garante

Il controllo e lo scrutinio sulla Commissione europea vanno rafforzati, con particolare riferimento alle audizioni dei commissari che devono essere momenti di valutazione autenticamente individuali del profilo e delle capacità del candidato.

Bisogna inoltre rafforzare la accountability della Commissione rispetto al Parlamento. Da questo punto di vista, va istituzionalizzato un dibattitto annuale di analisi della corrispondenza fra le priorità sostenute dal Parlamento nella sua risoluzione sul Programma di lavoro della Commissione e le azioni effettivamente messe in campo dalla Commissione. Il Parlamento deve formalizzare chiaramente la sua valutazione delle azioni della Commissione con una valutazione annuale. Il Parlamento europeo deve essere il difensore dei valori e dei principi dell’Unione Europea. Il Parlamento deve farsi portavoce delle preoccupazioni dei cittadini e avere tutti i mezzi necessari per fare luce su scandali quali i Panama Papers o le emissioni diesel. Le Commissioni di inchiesta devono essere in grado di operare indipendentemente, dotandole delle competenze necessarie.

Attraverso una valorizzazione del ruolo delle commissioni di inchiesta, il Parlamento potrà assumere sempre più il ruolo di guardiano dei cittadini. Di più, il Parlamento deve essere assertivo nell’affermare il ruolo politico di guardiano della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, una grande conquista che merita di essere rilanciata ed implementata.

Un Parlamento vicino ai cittadini

L’Europa non è soltanto Bruxelles. Dobbiamo far sentire tutti i cittadini e tutti i territori pienamente europei.

Questa istituzione deve riflettere di più la società che rappresenta avvicinandosi ad essa .

Il numero di donne che ricoprono incarichi manageriali all’interno di queste istituzioni è troppo basso In linea generale vanno valutate forme di azione affermativa che possano permettere a categorie svantaggiate di avvicinarsi a questa istituzione.

Inoltre, il Parlamento europeo dovrà essere all’altezza dei più giovani, facendo uso delle nuove tecnologie nel suo modo di comunicare con i cittadini. Tutte le attività del Parlamento europeo per i bambini e i giovani dovranno essere coordinate da personale dedicato nel segretariato che possa controllarne i progressi, assicurarne il coordinamento nelle diverse Commissioni, dando visibilità al lavoro che il Parlamento fa per le nuove generazioni.

Una attenzione prioritaria deve essere in particolare rivolta a quei millennials che voteranno per la prima volta alle elezioni europee del 2019.

Il Parlamento deve inoltre essere un esempio di coesione generazionale e mettere in campo iniziative per incentivare la partecipazione delle persone anziane alle sue attività.

La nostra istituzione deve inoltre essere all’avanguardia nella tutela e rappresentanza delle persone diversamente abili, riavvicinando il Parlamento a loro.

Più globalmente è necessaria un’offensiva comunicativa per connettere il Parlamento e i suoi membri al pubblico europeo e questo può essere fatto moltiplicando i contatti fra la stampa locale e i deputati europei, mettendo a piena disposizione dei deputati gli uffici del Parlamento nei 28 Stati membri. Sempre più l’attività dei nostri membri deve essere visibili nei territori.

Un Presidente all’ascolto di tutti

Se eletto Presidente mi impegno a dedicare il venerdì a incontrare i singoli deputati, a prescindere dal ruolo e dalle funzioni rivestite. L’importanza del pluralismo si tradurrà inoltre nella scelta di un team diversificato e plurale.

DECALOGO- dieci proposte pratiche per il Parlamento

1. Una Conferenza dei Presidenti che sia centro di un confronto senza filtri

2. La conclusione di un accordo inter-istituzionale più ambizioso che garantisca accesso per i deputati europei a tutti i documenti pertinenti

3. Potenziamento del ruolo delle Commissioni di inchiesta, attraverso una rafforzamento politico e materiale di queste

4. Un Presidente del Parlamento, inclusivo, a disposizione di tutti i deputati, a prescindere dal ruolo e la funzione

5. Almeno il 40% degli incarichi manageriali nell’amministrazione a donne da qui al 2019

6. Creazione di un premio europeo che valorizzi una personalità per il suo lavoro a sostegno dell’eguaglianza di genere

7. Incrementare il numero di tirocini del Parlamento per i giovani, aumentare le quote destinate alle persone diversamente abili, e lavorare ad un Parlamento dei bambini e dei giovani, attraverso un efficientamento delle risorse attuali

8. Organizzazione di grandi fora internazionale sulla a. regolamentazione della finanza, b. rilancio della cultura, e c. cambiamenti climatici e transizione energetica, con istituzioni internazionali, ONG e la partecipazione di associazione e singoli cittadini

9. Estendere e rafforzare il ruolo degli Uffici del Parlamento europeo nei 28 Stati membri al fine di promuovere l’attività legislativa dei deputati nei collegi elettorali di appartenenza

10. Offensiva di comunicazione per rendere più visibile l’attività di ogni singolo deputato: rafforzamento dei rapporti con la stampa locale, più mezzi e risorse per la comunicazione on-line dei singoli deputati.

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