Sì ad un accordo con la Turchia, ma a patto che vengano rispettati i diritti umani – Gianni Pittella

Sì ad un accordo con la Turchia, ma a patto che vengano rispettati i diritti umani

Non è un fatto positivo il mancato accordo di ieri tra i Capi di Stato e di Governo. Per il nostro Gruppo è fondamentale collaborare con la Turchia per stabilizzare il flusso di rifugiati, ma a patto che si tratti di una collaborazione sincera e non di un mero baratto.

Stiamo parlando di esseri umani e la nostra azione deve essere basata sulla solidarietà con le persone e tra i Paesi. Diciamo “no” ad un accordo a tutti i costi se i diritti umani non vengono rispettati.

L’accordo deve essere basato su tre obiettivi chiari:

  1. dobbiamo aiutare la Grecia ad arginare il flusso migratorio, che non può gestire da sola
  2. se c’è un accordo sullo scambio di rifugiati con la Turchia, questo deve rispettare gli obblighi internazionali sui diritti umani
  3. dobbiamo creare mezzi legali per la migrazione verso l’Europa, combattendo i trafficanti ed ogni tipo di rotta illegale

Per quanto riguarda il futuro della Turchia in Europa, deve essere chiaro che il processo di adesione all’UE – in cui crediamo – e la gestione della crisi dei rifugiati sono due aspetti separati. L’adesione della Turchia non può essere basata su un accordo di compromesso. I recenti sviluppi sulla libertà dei media in Turchia sono preoccupanti e devono essere apertamente condannati. Se vuole facilitare i negoziati di adesione all’UE, la Turchia deve applicare pienamente il protocollo di Ankara e riconoscere la Repubblica di Cipro.

È chiaro infine che, se vogliamo davvero risolvere la crisi dei rifugiati nel lungo termine, dobbiamo affrontare le sue cause più profonde e porre fine alla guerra in Siria. Il “cessate il fuoco” è un primo passo promettente e deve essere mantenuto.





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